Google Plus: Promessa o Scommessa?

Scoprire Google Plus è stato come vedere un nuovo pacco di merendine al market sotto casa.
Provarlo, costa poco e non è vincolante.

Quando ne sentii parlare per la prima volta pensai subito a un altro social network dello stesso stampo di facebook, poiché twitter essendo molto minimalista non mi sembrava proprio nello stile di google. Il sistema degli inviti è ormai una cosa che si incontra tutte le volte che capita di aver tra le mani un progetto acerbo e che non si sa per certo che si possa gestire, ma funziona allo scopo.

Ebbi l’invito da un’amica dipendente google (che mesi prima mi disse al bar parlando di tecnologia: non hai idea di cosa uscirà in futuro. E poi nulla più), e da allora ci entrai e cominciare a cercar di capirci qualcosa, speranzoso di non veder alcuna copia.

A 4 mesi dalla data di uscita (è nato il 28/06/2011).

Mi sono reso conto che effettivamente ho fatto pochissimi accessi, non mantenendo certo le mie promesse di testarne ogni funzionalità, e tutto ciò ha un semplice motivo: quel social network non è intuitivo per niente. Credo sinceramente che per non prendere troppo da facebook abbiano cercato di imbattersi in una diversità che non lega bene con quel che ormai è insediato in ogni utente social de globo. Che voglio dire? Gli utenti windows da anni, passano ad altri sistemi operativi in maniera indolore? la risposta la conoscete.

Ovviamente non parlo senza cognizione di causa, e dimostro che anche personaggi molto famosi che su facebook, ad esempio, sono molto attivi, su Google+ producono post di rado o addirittura non ne producono affatto.

Larry Page, Sergey Brin – Google
Mark Zuckerberg – Facebook
Tom Anderson – MySpace
Pavel Durov – VKontakte
Evan Williams – Twitter
Reid Hoffman – LinkedIn
Paul Buchheit - Friendfeed
Chad Hurley – YouTube
Michael Dell – Dell
Mark Pincus - Zynga
Caterina Fake – Flickr
Adam D’Angelo – Quora
Anne Wojcicki – 23andMe
Drew Houston – DropBox

c’è anche da considerare che ho citato tutte persone che non hanno proprio molto tempo da investire in vita sociale on line, e in alcuni casi si tratta di concorrenti, quindi, è da prendere con le pinze.

Bisogna considerare che non è del tutto originale.

Io ho visto subito delle sostanziali somiglianze con un altro social network che è passato in sordina dopo non molto tempo dal lancio, ma che ha potenzialità enormi, e cosa tra le cose, è Open Source, già avete capito bene, quando uscirà dalla fase di beta sarà disponibile per tutti come wordpress, da utilizzare come un cms da installare sui nostri server.

Parlo di Diaspora, il social network che doveva essere la vera alternativa a facebook.

La cosa che più di tutto fu essenzialmente copiata è stata l’idea delle tanto blasonate cerchie. Diaspora si basa su un modello di privacy davvero complesso, in cui si può scegliere in tutto e per tutto cosa condividere, e questo grazie alle cerchie.
Ma come ben sappiamo a questo mondo chi arriva prima ha la strada spianata, e di certo Google aveva l’economia e i mezzi per anticipare 4 studenti che alla stregua di Zuckerberg hanno cercato di fare il botto con il loro social network.

Sfruttando GMail.

L’idea di utilizzare la popolarità di gmail è stata una genialata, se non fosse che è bastato solo a far numeri da brivido nelle statistiche relative alle iscrizioni, poiché chi invitato e chi interessato alla novità si è subito attivato, ma il problema è stato il seguito, prodotto che non rende non ha speranze di far traffico sufficiente per bollarsi vincente.
L’esclusività è importante, ma Microsoft ad esempio con il suo live, per la maggior parte dei servizi consente di usare mail di terzi, cosa davvero aperta in confronto, significa qualcosa per voi? Bhè, in primo luogo che google non è così aperta, anzi, direi che in questo frangente abbia un pò giocato sporco, e secondo che Microsoft dimostra che se lasci scelta e il prodotto è valido le iscrizioni e, cosa più importante, il traffico sullo stesso è garantito.

Non sono contro Google, anzi.

Chi sarà arrivato fin qui con la lettura potrebbe credere, erroneamente, che in qualche modo sono contro google, ma non è così. Io stimo il loro lavoro e sono ben felice di elogiarlo dove questo è applicato nella maniera giusta, ma in questo caso non è stato così.

Mi aspetto le vostre riflessioni sull’argomento che di sicuro si presta a discussione.


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  • http://www.animeclick.it/ Debris

    Concordo sul fatto che Google stà sbagliando quando non permette di usare altre mail che la sua per attivare  Google plus, personalmente uso le G Mail come appoggio non come mail principali, uso altri sistemi, Altra questione, chi non è iscritto a cui il sistema invita ad inviare – in effetti finisce per importelo visto la costanza con cui lo richiede – una mail ..
    Un’elemento da considerare, si è parlato di FB ma Twitter ?? Google plus a forza di investimentipotrebbe anche riuscire ad erodere il mercato di FB ( che arriverà ad una sua maturità) ma   Twitter …? E’ imbattibile come sistema di informazione e perla distribuzione di notizie ha dei limiti di battute ma da un punto di vista dell’immediatezza supera qualunqu ealtro social esistente.

    • Giuseppe D’Elia

      Ho di proposito evitato di menzionare Twitter per il semplice fatto che si tratta di un fenomeno social distante da quel che è Facebook e da quel che vorrebbe raggiungere Google. Se ci pensi il vecchio e ormai in via di chiusura Google Buzz era una sorta di potenziamento di Twitter (o meglio ancora, una copia identica a Friendfeed) ma anche in tal senso non è riuscito.
      Sono però dell’avviso che Buzz avrebbe potuto far meglio di Plus, in quanto realmente integrato a gmail avrebbe potuto inventarsi qualcosa di veramente sociale, se non fosse che l’e-mail al giorno d’oggi è diventata obsoleta.

      Credimi Twitter è ad oggi un fenomeno di social network che merita un discorso a se, ne parlerò prossimamente.


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